designing the future balla

Giacomo Balla: Designing the Future
Collezione Biagiotti Cigna

Dipinti, Moda Futurista, Arti Applicate di Giacomo Balla in esposizione a Londra

La mostra che si aprirà alla Estorick Collection il 4 aprile 2017 presenta una preziosa scelta di 116 opere tra le più significative della grande collezione di opere (quasi 300) di Giacomo Balla (1871-1958) raccolte dalla stilista Laura Biagiotti e da Gianni Cigna in molti anni di appassionato collezionismo. Si tratta della prima mostra del Millennio del Maestro Giacomo Balla a Londra.

Illustra l’intero percorso artistico di Balla una scelta di 36 dipinti a olio, tempera e pastello comprendente opere altamente rappresentative, come Autospalla (1903), Inverno (1905) La siepe di Villa Borghese e Donna a Villa Borghese (1906), i ritratti di Egle Casarini e di Grethel Löwenstein (1911), capolavori del periodo divisionista; il Ritratto di Tolstoij del 1911, opera particolarmente significativa della transizione tra prefuturismo e futurismo; due importanti Compenetrazioni iridescenti (1913) e Vortice + Paesaggio (1913), uno splendido esempio delle rare velocità astratte, soggetto suo tra i più famosi, illustrano il primissimo periodo futurista; Linee di forza di paesaggio maiolicato (1917-18), opera del ritorno al sintetismo del futurismo balliano, esposta nella prima personale alla Casa d’Arte Bragaglia nel 1918, Paesaggio di Villa Borghese (1918), Espansione di Primavera (1918), Una passione (1920), Dinamismo atmosferico (1922-25 c.), Futurpesci (1924) e Vaprofumo (1926), sono importanti e originali realizzazioni del futurismo maturo di Balla; infine una magnifica serie dei dipinti relativi al ritorno alla figurazione, tra cui Nel patio (1926), Parlano (1934), Autoritratto (Autobalsettanta), 1946).
Un nucleo importante è costituito dagli studi realizzati da Balla per la moda. Le opere della collezione su questo tema costituiscono infatti il maggiore e più importante insieme sulla moda futurista che esista (e una completissima e capillare panoramica dell’attività di Balla in questo campo), comprendendo pezzi storici di importanza fondamentale per la storia delle avanguardie europee come i bozzetti dei primi vestiti e tessuti futuristi (1913-14), e inoltre studi per ogni genere di elemento e accessorio di moda (giacche e completi maschili e femminili, cravatte, scarpe, borsette, ventagli, foulard, sciarpe, maglioni, gilet, tessuti, ricami, applicazioni, ecc.), nonché i manufatti realizzati all’epoca (dal 1914 al 1930 c.) degli stessi vestiti, delle cravatte, dei ricami, ecc.
Un altro insieme di grande interesse è rappresentato dagli studi e realizzazioni di arti applicate futuriste, comprendenti mobili, arazzi, paralumi, progetti per arredamenti, tappeti, lumi, ceramiche, oggetti diversi; questa fondamentale attività di Balla ha origine con la redazione del Manifesto della ricostruzione futurista dell’universo (1915), che segna, nella storia dell’avanguardia, il dilagare dell’estetica dall’opera d’arte tradizionale a tutti gli aspetti della vita quotidiana.

La mostra è curata dal Prof. Fabio Benzi, Direttore Scientifico della Fondazione Biagiotti Cigna.

Laura Biagiotti

Gilet futurista

futurpesci

porta di studio

Laura Biagiotti e l’Arte

Laura Biagiotti, appassionata collezionista, è tra i primi grandi nomi del Made in Italy a sostenere il binomio ‘moda e arte’ sia come fonte di dialogo nelle collezioni che come opera di mecenatismo. Nel 1998 con il contributo dei suoi profumi ha restaurato la Scala Cordonata del Campidoglio, il cuore di Roma, poi il Grande Sipario del Teatro la Fenice a Venezia, distrutto dall’incendio e nel 2007 le Fontane di Piazza Farnese a Roma.

“A Gianni e a me, pareva proprio di averlo conosciuto di persona, Giacomo Balla.
In realtà la nostra Balstoria cominciò nell’ottobre 1986 quando approdai in modo fortuito, ma con intuizione felice, in una piccola galleria d’arte al centro di Roma, dove si teneva una mostra retrospettiva di opere della famiglia Balla. Ebbi in quell’occasione la mia folgorazione futurista sulla via di Damasco. Tornai a casa entusiasta e con mio marito Gianni Cigna decidemmo di acquisire la gran parte delle opere esposte.
Nacque così il primo nucleo della raccolta e soprattutto sbocciò in quell’occasione la nostra amicizia con Luce ed Elica Balla, le figlie del pittore. Furono loro a farci conoscere in modo quasi tangibile il loro “Papà”, non solo sotto il profilo di grande genio pittorico di questo secolo, ma anche e soprattutto come anima di artista gentile, poeta entusiasta dedicato totalmente alla sua ricerca di arte nella luce, di arte nel movimento, di arte nello stato d’animo. Molte opere le abbiamo acquistate, ma sarebbe più corretto dire ricevute in amorevole affidamento dalle “ragazze Balla”, come noi, affettuosamente, definivamo le due anziane Signorine.
Memorie ed affetti che ho continuato a mantenere e promuovere attraverso ulteriori esposizioni e acquisizioni di opere di Giacomo Balla, ricercatore arguto e incontentabile evoluzionista, vero “Genio Futurista”, padre del design italiano e delle arti applicate del XX secolo.”

Laura Biagiotti
Cavaliere del Lavoro, Presidente Fondazione Biagiotti Cigna e Presidente Biagiotti Group